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La nuova legge antipirateria

Si prospettano tempi duri  per tutti i giapponesi, ma anche per chi, come noi segue la musica, i manga, le anime e tutto ciò che in generale proviene dal paese del sol levante. Sembra infatti che la Dieta giapponese abbia approvato una dura legge pronta a dare battaglia a tutti coloro che divulgheranno materiale protetto da copiright.
Secondo questa nuova legge fare, tra le altre cose, l'uploading di musica e video potrebbe costare fino a 10 anni di carcere e 10 milioni di yen, chi invece scarica i contenuti illegali potrebbe andare in prigione per un tempo massimo di due anni e pagare circa 2 milioni di Yen.
Tutto ciò nasce dalla necessità di rimettere in piedi l'industria musicale, l'associazione giapponese ha infatti calcolato che nel 2010 oltre 4,36 bilioni di yen di musica pirata sono stati scaricati attraverso i vari siti internet.
La nota è stata originariamente portata all'attenzione dal ministro dell'educazione e successivamente passata alla Dieta.
Non si sa ancora bene cosa tutto questo cambierà per chi dall'altro lato del mondo vorrà accedere al materiale, ma sicuramente renderà le cose molto più difficili. Bisognerà comunque aspettare l'1 ottobre per l'entrata in vigore effettiva della nuova legge. 

2 commenti:

  1. E' sempre la solita storia - solo che ogni volta peggiora - d'altronde mi sono sempre chiesto come facciano a risalire a tutti coloro che fanno download o PP in Emule o altre comunitù simili - non potranno mai trovare coloro che scaricano forse e dico forse chi fà l'uploading è un pò più a rischio - comunque su questo non sono affatto d'accordo - anche visti i prezzi assurdi ed ingiustificati di CD DVD e similia .... oviamente non solo in Giappone !

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  2. Riconosco la necessità di rispettare i diritti d'autore, ma, almeno per quello che mi riguarda, il problema non è tanto il costo dei dvd o dei cd ma la loro reperibilità... è vero che molte cose si possono comprare (io lo faccio) su siti come amazon o yesasia, ma per quelle non in commercio o difficilmente reperibili? Per non parlare dell'Italia, che mai comprerà, ad esempio, serie televisive asiatiche. Capisco il copyright, ma a volte queste leggi diventano molto limitanti.

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