Dopo aver camminato, in questi giorni natalizi, con gli occhi in aria per guardare con immenso stupore la danza delle mille luci che rendono questa città ancora più bella, se ciò è possibile, adesso inizio ad emozionarmi al pensiero di trascorrere qui il Capodanno.
In Giappone il Capodanno (o oshugatsu) è la festa più importante di tutte, anche le aziende chiudono per tre giorni, dall'1 al 3 gennaio e le famiglie si preparano a trascorrere insieme questi importanti giorni.
Tutti i giapponesi entro il 31 di dicembre portano a termine tutto ciò che è ancora in pendenza e alla fine si preparano per il Bonenkai parties, ovvero la festa che serve a far dimenticare le preoccupazioni dell'anno che sta per finire.
In questi giorni le case e i loro portoni sono addobbate con foglie di pino e bambù e le case vengono pulite a fondo, insieme a tutti i vestiti che vengono accuratamente lavati e riposti.
La cena di inizio anno può essere composta da numerose pietanze, tra cui Osechi ryouri, un insieme di pietanze riposte in un bento di legno, Otoso (vino di riso dolce) e Ozoni (zuppa con mochi), ma ciò che nelle tavole non può mancare sono i soba di grano saraceno (Toshikoshi soba) che simbolizzano la longevità.
Molte famiglie nel corso della cena rimangono a guardare Kohaku uta gassen, un programma musicale televisivo popolarissimo dove molte J-pop stars si esibiscono ed è costume salutare l'alba del nuovo anno (hatsu hinode).
Tra le tradizioni c'è quella di recarsi al tempio per la prima visita dell'anno (Hatsumode).
Durante lo Shogatsu molti giapponesi si dedicano al gioco, inteso sia come attività sportiva che come abilità. Si gioca anche con le carte.
E' un giorno fortunato per i bambini ai quali vengono consegnate le buste con i soldi come augurio di buon anno, buste splendidamente rifinite ed ornate con i Mizuhiki, nodi decorativi composti da spaghi colorati particolari che diventano dei veri e propri capolavori. Anche i mizuhiki vengono utilizzati nelle decorazioni interne della casa e per disporre i fiori come buon augurio per il nuovo anno e per tante altre cose. Inoltre ogni colore ha una storia e anche il numero dei nodi. Il colore doppio sta a significare lo yin e lo yang, le due forze dell'universo...

Infine arriva il Fukubukuro o lucky bag, ciò che di più amano i giapponesi e che attendono con frenesia. Sono le buste sorpresa che vengono messe in vendita in tutti i negozi del Giappone. I commercianti riempiono le buste con prodotti che rimangono dalle vendite del precedente anno, scontandoli del 50% e più, facendo pagare agli acquirenti una cifra fissa, inferiore al valore della merce in esso contenuta. Ovviamente il pacchetto è sigillato e così in tutti i negozi si compra a prezzo fisso un pacco che può contenere di tutto. Tra le buste più gettonate quelle di 109 (circa 100 euro) e quelle della Apple (quest'anno circa 290 euro)... . Conveniente passare il capodanno in Giappone. Che dite?
Beh! io mi piazzerò sicuramente davanti ad una profumeria, ma cercherò anche di riuscire a raggiungere qualche negozio di abbigliamento. Per il momento sto contando le ore che mi separano da questo nuovo anno che dal profumo mi sembra già stupendo.
Auguro a tutti voi di passare una vigilia degna di nota ed un anno fantastico!
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un'improvvisa nevicata in un giorno importante per genitori e figli. Andare a letto e svegliarsi la mattina con i tetti bianchi. Tutto questo è stato bellissimo, ma non certo pratico. Tokyo piena di giovani che si sono appena affacciati alla vita, ragazze in splendidi furusoidi che indossano il pellicciotto come simbolo di questa giornata, che come poche altre non ci sarà più per loro. Da poco hanno il permesso di considerarsi adulti, di votare, fumare e bere, ma non di guidare perché quello lo fanno già. Nell'aria l'emozione ieri si poteva toccare, era tangibile per le strade, davanti al comune e nei templi dove si svolgevano le cerimonie. Ultime tracce di una gioventù che svanisce, perché in Giappone oggi si fanno pochi figli e piano piano queste feste avranno sempre meno partecipanti, ultime tracce di quelle poche tradizioni che rimangono lì nonostante il passare degli anni, come robuste querce che nessun vento potrà mai sradicare. Niente cambia l'umore di questo popolo che anch'esso sembra forte come una quercia e la neve caduta non riesce a coprire la voglia di divertirsi dei giovani che dentro di loro rimarranno sempre un po' bambini.

Fino a tarda sera è stato un viavai di gioia, allegria e colori che si mescolavano per le strade e richiamavano gli sguardi di tutti che uscivano fuori dai balconi e dagli usci delle botteghe sussurando "omedetou", con un grande sorriso, velato da un velo di nostalgia per tutto ciò che è stato e non potrà mai più essere: Omedetou giovani giapponesi!
おめでとうございます!
In questi giorni è difficile trovare momenti liberi per riuscire concentrarsi sulla scrittura perchè qui si studia a tempo pieno, anche nei giorni di festa, ma volevo raccontarvi di una bellissima esperienza che ho vissuto solo dieci giorni fa rientrando da un soggiorno a Seul, che vi assicuro è stato meraviglioso. Mi trovavo all'aeroporto e mi apprestavo ad uscire con il mio bagaglio al seguito quando un gruppo di Giapponesi che veniva da una vacanza in Italia mi ha fermata per raccontarmi di quanto l'Italia sia bella per loro e di quanto sia buono il cibo italiano, quando le donne della grande comitiva si sono accorte che ero perfettamente in grado di capire e parlare la loro lingua, hanno gridato:"Sugoi!" (un pò come il nostro bellissimo) e "arigatou gozaimasu", poi all'improvviso hanno iniziato ad uscire doni dalle loro borse: salatini giapponesi, barrette energetiche, fagioli di soya e molto altro, riempiendomi le mani e, non sembravano voler smettere... .
Ovviamente queste non sono scene che si vedono spesso, questo gesto improvviso e disinteressato mi ha davvero commosso, non sapevo più come ringraziare. Quando la ragazza giapponese, Junko, che era con me, mi ha visto con tutte quelle leccornie nelle mani, mi ha guardato stupita e mi ha chiesto: "ma sei andata a fare acquisti?".
Beh! morale della favola per smaltire il tutto abbiamo impiegato 5 giorni e ci abbiamo riso su per tutto il tempo. Junko mi ha detto che neanche un uomo che chiede l'elemosina riesce a mettere insieme tutto quello che ho raccolto io in 5 minuti.
In questo paese esistono persone che si entusiasmano quando uno straniero parla la loro lingua e dice di amare la loro terra, in questo luogo esistono persone molto gentili ed educate e allora mi sono chiesta se ad un giapponese può capitare la stessa cosa in Italia.
Junko che è stata in Italia con me dice di no e anche io a dire il vero sono propensa a pensarla così.
Gli uomini della comitiva che ridevano davanti al gesto delle donne e si inchinavano mi sono davvero rimasti in mente ed anche questa piccola, ma dolcissima esperienza verrà custodita all'interno degli splendidi ricordi delle cose accadute da quando vivo qui, un tesoro che piano piano sta riempiendo il mio cuore.