Lo avevamo già pubblicato ieri, nella nostra pagina Facebook:"http://www.facebook.com/ItaliaChiamaGiappone?ref=tn_tnmn", ma non avevo avuto ancora il tempo di digerire e successivamente commentare la notizia come si conviene. Bene, sembra che a Sendai, un equipe scientifica, guidata da un certo professor Yoshida, abbia pubblicato in questi giorni i risultati di una ricerca fatta sulla popolazione giapponese in merito al preoccupante e continuo calo di nascite.
Secondo il team di Yoshida, se nulla in futuro cambierà, in Giappone, nel 3011, non esisteranno bambini di età inferiore ai 15 anni e la popolazione avrà in cambio un maggiore numero di anziani. Questi risultati, ovviamente hanno lasciato sgomenti i giapponesi, ma devono far pensare un po' tutti, visto che il fenomeno del calo delle nascite è un problema che attanaglia il mondo intero e non solo il paese del sol levante.
Ma tornando alla notizia vera e propria, si può immaginare un mondo senza bambini?
Senza quei cuccioli che sono anche il sostegno di un intera società?
Ostetrici in pensione, ditte di pannolini, vestitini, passeggini, giocattoli, cibo per bambini in fallimento, maestri di scuole di primo e secondo grado a passeggio, scuole intere vuote ... .
Insomma un mondo senza piccoli esseri non si può neanche immaginare, non solo per la felicità che aggiungono alla nostra vita, che altrimenti sarebbe vuota, ma anche perché nel loro piccolo, anche questi esserini sono una risorsa importante della società.
A tal proposito, il professor Yoshida ha lanciato un messaggio alla società:" bisogna porre attenzione al fenomeno delle nascite e non trascurare quello che presto potrebbe diventare un problema per l'intera nazione". E noi sottolineiamo "Per il mondo intero".
In questi giorni sempre più persone mi chiedono:" Perché ti piace il Giappone?".
Beh! domanda piuttosto semplice composta da 5 parole, altrettanto semplici, eppure non sempre so esattamente cosa rispondere e allora inizio con il dire... sono cresciuta con i manga... mi stanno simpatici i giapponesi...l'oriente è un posto tutto da scoprire ... . Insomma di risposte generiche ne avrei davvero tante e sono le stesse che rifilo ogni volta a chiunque mi rivolge questa domanda.
Ieri, però un giapponese mi ha domandato:"Perché studi il giapponese? e perché ti piace il Giappone? Rispondimi in giapponese, per favore".
Loro usano sempre per favore, perché tutti i giapponesi sono molto educati e cerimoniosi.
Tornando però alle domanda che "Isobe" mi ha rivolto ...
Per la prima volta mi sono sentita in difficoltà, ma non perché dovevo spiegarlo ad un giapponese nella sua lingua, della quale confesso, ho ancora una padronanza mediocre, ma perché quella domanda per la prima volta mi ha portato a riflettere. Cosa rispondere?
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| distributore di bevande |
Ovviamente anche a lui ho dato le stesse risposte: i manga... le anime ... .
Poi, però, ho riflettuto e mi sono posta da sola la domanda.
Credo di aver maturato una risposta, in realtà non ci ho pensato tanto perché credo che le risposte siano già dentro di noi, e allora ho deciso di rispondere con questo post.
Mi piace il Giappone perché ha dei colori meravigliosi, quelli del sole che sorge, quelli degli alberi che fioriscono in primavera e fanno diventare la natura un arcobaleno vivente, mi piacciono tutti quei templi con i tetti bellissimi che si incontrano qua e là, sia nelle zone periferiche che nella città, in mezzo ai grattaceli altissimi. Mi attirano le tradizioni di questo paese: la cerimonia del te, l'ikebana, i kimono, gli ombrellini e i ventagli. Adoro le sue contraddizioni, la vita sfrenata dei quartieri giovani come Shibuya, i tentativi a volte un po' goffi di seguire la moda occidentale, le ragazze e i ragazzi che si tingono i capelli e tutte le cose strane che si trovano nei negozi.
Un'amica mi ha detto che quando Tokio è sottozero è bellissimo camminare con la neve e quando il freddo si fa insopportabile, basta inserire una moneta nei distributori automatici, che si trovano ovunque, per avere subito una lattina calda di te tra le mani, per riscaldarsi, che quando compri un libro il commesso te lo fodera e che nei negozi non importa chi sei, da dove vieni e quanti soldi hai, tutti sono gentilissimi e se sei straniero per di più, ti servono anche ad ora di chiusura. Anche questo mi piace e vorrei provarlo.
Mi piacciono le case tipiche con le pareti di carta di riso, camminare scalza per la casa e riscaldarmi in inverno con il kotatsu, dormire nel futon e giocare a fare la gara a chi spinge di più in metropolitana, visto che nelle ore di punta c'è il rischio di venire sbattuti contro le porte, mi piace il sushi, la tempura, gli onigiri con le faccine e i bento di Hello Kitty . Mi piace il giapponese che è una lingua difficile, e studiarla e impararla è una sfida all'ultimo sangue con se stessi. Ascoltare un giapponese che parla per me è come sentire un suono bellissimo, e tutte le volte che sento questo suono invidio chi lo sta emettendo.
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| onigiri di Hello Kitty |
Infine mi piacciono i giapponesi, figli di questa splendida terra, mi piace il loro patriottismo, la nostalgia che provano quando sono lontani dal loro paese, ma più di tutto il loro orgoglio, la loro educazione e la loro compostezza, frutto a volte di una eccessiva timidezza. Li ho visti, come li abbiamo visti tutti in televisione, quell'11 marzo, li ho visti il 12, il 13 e nei giorni seguenti, ho visto un grande popolo piegato dalla forza distruttiva della natura e da quella autodistruttiva dell'uomo, li ho visti a terra, distrutti, e avevo le lacrime agli occhi e un nodo alla gola e mentre noi pensavamo ancora a tutto quello che stava accadendo loro si stavano già rialzando, più fieri di prima. Perché quel proverbio: "sette volte cadi, otto ti rialzi" lo hanno proprio inventato loro.
Why I do like Japan?
In These days more and more people are asking me: "Why do you like Japan?."
Well! pretty simple question, it consists of 5 words, yet not always I know exactly what to unswer and then I start by saying ... I grew up with the manga ... I like Japanese language ... the East is a place to discover ... . In short I can say many things and give a lot of generic responses , but yesterday, however, a Japanese asked me: "Why are you studying Japanese, and why do you like Japan? answer to me in Japanese, please. "
They always use please, because all Japanese are very polite and ceremonious.
Returning, however, to the question that "Issei" has addressed to me ...
For the first time I have been in trouble, but not because I had to explain to a Japanese in his own language, which I confess, I still have a mastery mediocre, but because that question for the first time has led me to reflect. What to answer?
Of course, also to him I gave the same answers: the manga ...the anime... .
But then I thought about it and I asked myself this question alone.
And so I decided to answer with this post .
I like Japan because it has a lot of wonderful colors, those of the rising sun, of the trees that bloom in spring and let becoming the living nature as a rainbow, I like all those temples with beautiful roofs that you can meet here and there, in the outlying areas in the city, or in the midst of the tallest skyscrapers. I like the traditions of this country: the tea ceremony, ikebana, kimono, the parasols and the fan. I love its contradictions, the wild life of the neighborhoods as young as Shibuya, the attempts, sometimes a little clumsy, of the young people to follow Western fashion, girls and boys who dye their hair and all the strange things that can be found in the stores. A friend told me that when Tokyo is below freezing is beautiful walking in the snow and when the cold becomes unbearable, just insert a coin in the vending machines, that you can find everywhere, to have a hot can of tea in your hands to warm them, that when you buy a book the salesman put the on it a cover, that in stores no matter who you are, or where you come from and how much money you have, all Japanese are very kindly and if you are a foreigner's, they let you go in the shops also if you come near the closing time. I really would like to try all this.
I like the typical houses with walls of rice paper, walking barefoot in the house and warming up in the winter with the kotatsu, sleeping in a futon and play during the peak hours in the underground with the people that push the others to get inside the train with the risk of being slammed against the gates, I like sushi, tempura, onigiri and bento with faces of Hello Kitty. I like the Japanese language that is a difficult one, and studying and learning it is a challenge with yourselves. Listening to a Japanese speaking for me is like hearing a beautiful sound, and every time I hear this sound I envy those who are emitting it. Finally, I like Japanese people, the children of this beautiful land, I like their patriotism, the nostalgia they feel when they are away from their country, but most of all their pride, their education and their composure.
I saw them, as all of you, on television, that terrible 11th March, I saw them on the 12th, on the 13th and on the following days, I saw a great population, bent by the destructive force of the nature and by the self-destructive force of man, I saw them on the ground, destroyed, and I had tears in my eyes and a lump in my throat and while we were still thinking about everything that was happening to them, they were already raising more proud than before. 'Cause they are the inventors of the proverb: "Seven times you fall, eight you get up" .
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| Le carpe in fila |
Il 5 maggio rappresenta in Giappone l'ultimo giorno di "Golden Week" che si chiude con la "festa dei bambini" o come dicono in Giappone
"Kodomo no hi", che fino al 1948 era solo la "Festa dei ragazzi" o "Tanno no sekku". In occasione di questi festeggiamenti è consuetudine, per le famiglie che hanno figli, esporre da aprile fino alla fine di maggio delle carpe in stoffa, "koi no bori", vuote all'interno per essere libere di muoversi al vento come aquiloni. Questa tradizione affonda le sue radici nell'antichità: queste carpe venivano usate per segnalare i luoghi in cui trovare guerrieri coraggiosi. Ecco perché anche oggi questi "pescioloni" continuano ad essere considerati simbolo di coraggio e di successo nella vita. Le carpe vengono sistemate in un ordine preciso.La carpa più grande, quella nera, rappresenta il padre e viene sistemata per prima, subito dopo, tocca alla rossa, più piccola, che simboleggia la madre, in seguito la blu e infine la verde, minuscola rispetto alle altre, che simboleggia il bambino o ragazzo della casa. In occasione di questa festa tradizionale, alla quale il popolo giapponese è molto legato, i bambini maschi mangiano un tradizionale dolce di riso, chiamato "kashiwa mochi" chiuso all'interno di foglie di iris o bambù. Nelle abitazioni vengono inoltre esposte le bambole dei samurai.